Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato 2026: a Sant’Agata Feltria le ultime due domeniche

Il conto alla rovescia gira per le ultime due volte: la 42ª Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato chiude la stagione con le domeniche del 25 ottobre e del 1° novembre 2026.
Sant’Agata Feltria, borgo dell’Alta Valmarecchia in provincia di Rimini, si prepara agli ultimi due appuntamenti tra mercato del tartufo, cucina e spettacoli nel centro storico.
Le prime tre domeniche hanno portato tra le vie del paese 162 espositori, con presenze anche da fuori regione: dalla Valcamonica alla Sardegna, fino al Trentino.
La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco con decine di volontari e il sostegno del Comune di Sant’Agata Feltria.
Perché andarci adesso: cosa resta del calendario
La fiera ha aperto il 4 ottobre e va avanti solo di domenica. Restano due date: domenica 25 ottobre e domenica 1° novembre.
Chi ha rimandato la gita ha ancora il tempo per organizzarla, ma con un avviso: nei giorni di fiera il paese si riempie e i parcheggi si saturano presto.
Il taglio del nastro della 42ª edizione è andato in scena alle 11.30 del 4 ottobre in piazza Garibaldi.
Da allora il programma ha alternato premiazioni, gare di cani da tartufo, show cooking e dimostrazioni di mestieri antichi. Le ultime due domeniche seguono la stessa formula.
Il tartufo bianco: quanto costa e come si compra
Il protagonista assoluto è il Tuber magnatum, il tartufo bianco pregiato che nasce nei boschi dell’Alta Valmarecchia.
In questa fase della stagione le quotazioni vanno da 2 a 3,5 euro al grammo, a seconda della pezzatura: un esemplare da 30 grammi costa tra 60 e 105 euro.
Sul mercato della fiera si compra a peso, davanti al banco. Chiedere sempre la pesata e farsi mostrare il tartufo intero: i pezzi già puliti sono i più difficili da valutare.
Un tartufo bianco di qualità si riconosce dall’odore intenso, dalla buccia liscia e dal colore nocciola chiaro con venature bianche.
La cerca e cavatura del tartufo è entrata nel 2021 nella lista UNESCO del patrimonio culturale immateriale.
In fiera il legame tra uomo, cane e bosco si vede dal vivo, con la tradizionale gara per cani da tartufo.
Cosa mangiare al Capannone dei Ristoranti
Il Capannone dei Ristoranti resta aperto dalle 11 alle 21 per tutta la durata della fiera, con piatti a base di tartufo a un prezzo fisso di 10 euro.
Quattro le insegne: Villa Labor di Montecopiolo, Spiga d’Oro di Ponte Santa Maria Maddalena-Novafeltria, Il Palazzo di Sant’Agata Feltria e Sottobosco di Badia Tedalda.
Chi preferisce mangiare camminando trova gli stand gastronomici tra le vie del borgo: piadine, formaggi, salumi, miele e conserve.
Nelle ore di punta, tra 12.30 e 14, la fila al Capannone può essere lunga: meglio anticipare o rimandare la pausa.
Programma di domenica 25 ottobre
La penultima domenica si apre con il premio “Città di Sant’Agata Feltria”, in programma alle 11.30 in piazza Garibaldi.
Nel pomeriggio, alle 15.30, spazio allo show cooking con lo chef Maioli Massimo, che cucina il tartufo davanti al pubblico.
Per tutta la giornata restano attivi gli Artigiani al lavoro, la Piazzetta dei prodotti biologici e il percorso WINE 2026, dedicato alle aziende vitivinicole del territorio.
Chiudono il programma gli spettacoli itineranti tra le piazze del borgo.
Programma di domenica 1° novembre
L’ultima domenica punta sul pomeriggio. Alle 15.30 in piazza Garibaldi lo show cooking è affidato allo chef Fatjon Lleshi.
Alle 16 arriva “Aspettando Babbo Natale”, l’appuntamento che anticipa il Paese del Natale, la rassegna invernale del borgo.
Anche il 1° novembre il mercato del tartufo resta aperto per l’intera giornata, insieme a WINE 2026, agli artigiani e alla piazzetta dei prodotti bio.
È la data giusta per comprare gli ultimi tartufi della stagione e per portarsi avanti con i regali.
Il borgo da vedere nella stessa giornata
La fiera è anche un pretesto per visitare Sant’Agata Feltria, uno dei borghi più interessanti dell’Alta Valmarecchia.
La Rocca Fregoso ospita la Rocca delle Fiabe, un percorso pensato per i bambini, mentre il Teatro Angelo Mariani è uno dei teatri storici più piccoli e meglio conservati d’Italia.
Da non perdere l’Ecomuseo del Tartufo, che racconta la filiera e il lavoro dei cavatori, e il giro delle fontane del centro storico.
Il Convento di San Girolamo completa il giro, a pochi passi dalle piazze della fiera.
Come arrivare da Bologna e dove parcheggiare
Da Bologna il borgo dista circa 128 chilometri, poco più di un’ora e mezza d’auto.
Il percorso più diretto passa per l’autostrada A14 fino a Cesena, poi la E45 in direzione Roma e la SP258 della Valmarecchia.
In alternativa si può salire da Rimini, con circa 45 chilometri di curve.
Nei giorni di fiera sono attivi parcheggi di attestazione fuori dal centro e servizi navetta. Il consiglio è arrivare entro le 10: dopo quell’ora le aree si riempiono.
Il centro storico è pedonale e si gira a piedi, con scarpe comode. Per chi viaggia in camper c’è un’area di sosta a 200 metri da piazza Garibaldi, con 60 posti.
Domande frequenti sulla fiera del tartufo
Quando si tiene la fiera nel 2026?
Le date sono 4, 11, 18, 25 ottobre e 1° novembre 2026. Restano quindi solo il 25 ottobre e il 1° novembre per visitarla.
Quanto costa l’ingresso?
L’ingresso alla fiera è gratuito. Si paga solo quello che si acquista: tartufi, piatti del Capannone dei Ristoranti a 10 euro, vini e prodotti degli stand.
Quanto costa il tartufo bianco pregiato?
In questa fase della stagione il prezzo va da 2 a 3,5 euro al grammo, in base alla pezzatura. Un tartufo da 30 grammi costa tra 60 e 105 euro.
A che ora conviene arrivare?
Meglio essere in paese entro le 10. I parcheggi si riempiono in fretta e le navette hanno più attese dalle 11 in poi.
Si può arrivare in camper?
Sì: l’area di sosta è a 200 metri da piazza Garibaldi e conta 60 posti, con spazi aggiuntivi nelle aree vicine.
Come organizzare la visita
La giornata tipo parte la mattina presto da Bologna, con arrivo a Sant’Agata Feltria entro le 10. Prima tappa il mercato del tartufo: nel pomeriggio la scelta si riduce.
Per il pranzo l’opzione più semplice è il Capannone dei Ristoranti, aperto dalle 11. Chi vuole evitare la coda può mangiare verso le 11.30 o dopo le 14.30.
Il ritorno a Bologna richiede un’ora e mezza: meglio ripartire prima del tramonto per non guidare al buio sulle strade dell’Appennino.
Chi cerca un programma più lungo può abbinare la fiera a una notte nel borgo o spostarsi verso San Leo e Maiolo. Le ultime due domeniche sono le occasioni rimaste per la 42ª edizione.
