Tartufesta 2026: il tartufo bianco dei colli bolognesi, date e sagre

Tartufesta 2026: il tartufo bianco dei colli bolognesi, date e sagre
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Tartufesta è la grande festa diffusa dedicata al tartufo bianco pregiato dei Colli bolognesi. Nel 2026 anima l’Appennino bolognese dal 10 ottobre all’8 novembre, comune dopo comune, tra mercatini, stand gastronomici e menù a tema.

Il protagonista è il tubero che dà il nome alla rassegna, raccolto nei boschi della collina e dell’alta valle. Ogni tappa ha un programma autonomo fatto di stand, degustazioni, gare di cani da tartufo e menù degustazione nei ristoranti che aderiscono al Decalogo Tartufesta.

Tartufesta 2026: cos’è e quanto dura

La rassegna è coordinata dal Territorio Turistico Bologna-Modena e mette insieme più di dieci comuni tra collina e Appennino. Il calendario 2026 è iniziato il 10 ottobre a Lizzano in Belvedere e si chiude l’8 novembre con Campolo e Camugnano.

Non è una sagra unica con un solo luogo: è un cartellone diffuso. Si può scegliere la domenica più comoda, oppure costruire un weekend lungo unendo due tappe vicine. L’ingresso è quasi sempre libero, mentre piatti e degustazioni si pagano allo stand.

Perché è diversa dalle altre sagre

Molti comuni hanno firmato una Carta della Qualità, un impegno sul livello dell’offerta. I ristoranti aderenti propongono un menù degustazione con almeno un piatto al tartufo, a prezzo concordato.

Il risultato è un calendario che dura quasi un mese, con orari diversi da paese a paese. Chi vuole seguire più tappe deve controllare ogni volta il programma locale sulla pagina ufficiale della Città Metropolitana.

Il calendario 2026 comune per comune

Lizzano in Belvedere, 10 e 18 ottobre

Apre la rassegna il comune alle pendici del Corno alle Scale, con due fine settimana: 10-11 ottobre e 17-18 ottobre. Gli stand gastronomici sono attivi sabato a cena e domenica a pranzo e cena.

Il programma unisce tartufo e funghi locali, con menù dedicati anche nei ristoranti del paese. Chi vuole abbinare una camminata trova escursioni guidate sul foliage tra le faggete dell’Appennino.

Consiglio pratico: la domenica a pranzo è il momento più affollato, meglio arrivare entro le 12:00 o puntare alla cena del sabato, più tranquilla.

Monzuno, 11 e 18 ottobre

Monzuno propone la sua Tartufesta in due domeniche, 11 e 18 ottobre, nella piazza e nelle vie del centro. Stand con tartufo, mercatino di prodotti tipici e cucina di tradizione.

Il borgo è a circa 30 chilometri da Bologna lungo la SS64 Porrettana, quindi si raggiunge bene anche in mezza giornata. Per l’agenda settimanale di eventi in città e dintorni c’è il calendario di cosa fare a Bologna oggi.

Consiglio pratico: parcheggiare in centro è difficile, meglio i parcheggi ai margini del paese e poi due passi a piedi.

Pianoro, 17 e 18 ottobre

La 35esima edizione di Pianoro va in scena sabato 17 ottobre dalle 15:00 alle 22:00 e domenica 18 dalle 8:00 alle 22:00. Qui la tradizione del fungo e del marrone si intreccia con quella del tartufo.

Nello stesso territorio, in autunno, si tiene anche la Festa dei Marroni di Livergnano, dedicata alla castagna. Due appuntamenti che si integrano bene nello stesso weekend.

Consiglio pratico: il sabato pomeriggio l’apertura è più comoda, la domenica conviene anticipare la visita alla mattina.

Castiglione dei Pepoli, 18 ottobre

Domenica 18 ottobre tocca a Castiglione dei Pepoli, sull’Appennino al confine con la Toscana. Tartufesta anima il centro con stand gastronomici e mercatino.

È una tappa di una sola giornata: se il meteo tiene, si può unire alla vicina San Benedetto Val di Sambro, in programma nello stesso weekend. Informazioni sul tartufo e sui prodotti del sottobosco si trovano anche nella guida alla spesa dei salumi e dei prodotti dell’Emilia.

Consiglio pratico: il passo della Futa è vicino, ma in ottobre la nebbia può rallentare: partire con margine.

San Benedetto Val di Sambro, 18 e 25 ottobre

Il comune dell’alta valle del Sambro propone due domeniche, 18 e 25 ottobre. Il programma tipo include trekking sensoriale sui sentieri, seminari su miele e mela rosa romana e aperitivi con prodotti tipici.

La festa è diffusa tra le frazioni, quindi conviene orientarsi con il programma della Pro Loco. Un’idea in più per la giornata è il giro delle sagre delle castagne in Emilia-Romagna.

Consiglio pratico: portare scarpe comode, alcune attività si svolgono sui sentieri e il fondo può essere bagnato.

Loiano, 25 ottobre

Domenica 25 ottobre è la volta di Loiano, sul crinale tra valle del Savena e valle del Reno. Stand gastronomici, tartufo e piatti della tradizione appenninica.

Poco distante, nello stesso periodo, si tiene anche la Sagra del Marrone Biondo di Loiano. Il paese è ben collegato lungo la SS65 della Futa e dista circa 35 chilometri da Bologna.

Consiglio pratico: se si arriva da Bologna in mattinata, si può abbinare la visita all’Osservatorio astronomico prima del pranzo.

Sasso Marconi, 24-25 ottobre e 31 ottobre-1 novembre

Sasso Marconi apre la sua Tartufesta con due weekend: 24-25 ottobre e 31 ottobre-1 novembre. Piazza e vie del centro si riempiono di stand, con il tartufo bianco come re della festa.

Il menù è curato dall’associazione I Tartufai, nel vicino Parco Guglielmo Marconi. In programma anche visite al borgo di Colle Ameno, al Museo Marconi e all’Oasi di San Gherardo. Nel weekend di Halloween può valere un giro anche tra gli eventi di Halloween a Bologna.

Consiglio pratico: il 1 novembre è festivo e molto affollato, meglio il sabato 31 o la domenica 25.

Monghidoro e Grizzana Morandi, 1 novembre

La domenica 1 novembre Tartufesta arriva in due comuni: Monghidoro, sull’Appennino al confine tosco-emiliano, e Grizzana Morandi, nella media valle del Reno.

Sono tappe di una giornata ciascuna, ideali per chi cerca un programma più raccolto, tra stand e prodotti del bosco. In zona si segnalano anche i classici tortellini, come nella tradizione raccontata dalla sagra del tortellone d’autunno.

Consiglio pratico: con il ponte di Ognissanti conviene prenotare se si pensa a un pranzo al ristorante.

Campolo e Camugnano, 8 novembre

Chiude il cartellone domenica 8 novembre con due tappe in valle del Reno: Campolo, frazione di Castel di Casio, e Camugnano. Ultima occasione per l’edizione 2026.

Per l’agenda completa di mostre, sagre e appuntamenti del mese si può partire dalla guida su cosa fare a Bologna a ottobre, che raccoglie gli eventi principali.

Consiglio pratico: a novembre le giornate sono più corte, meglio arrivare per l’ora di pranzo e ripartire prima del buio.

Tartòfla di Savigno: il festival internazionale

La tappa più celebre è Savigno, frazione di Valsamoggia, dove si tiene Tartòfla, festival internazionale del tartufo bianco. Nel 2026 si svolge in quattro weekend: 24-25 ottobre, 31 ottobre-1 novembre, 7-8 novembre e 14-15 novembre.

Oltre agli stand, i volontari preparano piatti con le azdore nel cortile della canonica della Chiesa di San Matteo, con cucina aperta nelle domeniche di novembre dalle 12:00 alle 16:00. È la tappa con il calendario più lungo della rassegna.

Il borgo di Savigno è anche sede del Museo del Tartufo e di botteghe storiche di trasformatori. Per chi vuole capire come nasce il prodotto, è la tappa più didattica del cartellone.

Consiglio pratico: il borgo è piccolo e i posti auto sono limitati, meglio arrivare presto o usare le navette indicate dagli organizzatori.

Tartufo bianco pregiato dei Colli bolognesi: cosa sapere

Il tartufo protagonista è il Tuber magnatum pico, il tartufo bianco pregiato. Si cerca con il cane in autunno e in inverno, nei boschi di collina e di media montagna, e non si coltiva.

Il prezzo varia molto con le annate e con le dimensioni: si vende al peso, quindi conviene chiedere sempre il prezzo al chilo prima dell’acquisto. Nei mercatini si trova sia il tubero intero sia i prodotti trasformati, come burro, olio e creme.

Il periodo migliore per la qualità è proprio quello della rassegna, tra ottobre e novembre. Le annate più piovose danno esemplari più profumati, mentre le stagioni secche riducono la resa delle ricerche.

Consiglio pratico: nei ristoranti aderenti si trova il menù degustazione a base di tartufo, utile per capire la qualità senza comprare il tubero intero.

Cosa si mangia durante Tartufesta

Il menù cambia da comune a comune, ma la base è la cucina emiliana con il tartufo come condimento. Si va dai primi ai piatti di carne, fino ai formaggi e alle uova.

  • Tagliatelle e passatelli al tartufo: i primi più diffusi negli stand
  • Cappellacci di zucca, spesso serviti con burro e tartufo
  • Uova al tegamino e crostini, la degustazione più semplice e diretta
  • Formaggi e salumi dell’Appennino, con miele e confetture
  • Caldarroste e castagnaccio, per la parte dolce e autunnale
  • Borlengo, specialità della zona di Zocca e dell’Appennino

Nei ristoranti aderenti il menù degustazione raccoglie più portate a prezzo fisso. Negli stand si paga alla cassa, con gettoni o contanti a seconda del paese.

Consiglio pratico: chiedere sempre se il tartufo è fresco o conservato, e in che quantità viene servito: la differenza sul piatto è netta.

Come arrivare e muoversi

Tutte le tappe sono in provincia di Bologna, raggiungibili in auto. Le distanze dal capoluogo cambiano molto: alcune sono a mezz’ora, altre a più di un’ora.

  • Sasso Marconi e Pianoro: circa 20-25 km, anche con mezzi pubblici
  • Monzuno e Loiano: circa 30-35 km sulla Porrettana o sulla Futa
  • San Benedetto Val di Sambro: circa 45 km verso l’alta valle
  • Savigno: circa 35 km, in Valsamoggia
  • Castiglione dei Pepoli e Monghidoro: oltre 50 km, verso il confine toscano
  • Lizzano in Belvedere: circa 60 km, alle pendici del Corno alle Scale

Nei giorni di festa molti comuni istituiscono sensi unici e aree di parcheggio fuori dal centro. Dove indicato, le navette collegano i parcheggi al paese.

Consiglio pratico: mettere in conto tempi più lunghi del previsto e controllare la viabilità locale prima di partire, soprattutto sulle strade di valle.

Quanto costa e cosa portare

L’ingresso alle feste è in genere gratuito. La spesa riguarda piatti, bevande, degustazioni e l’eventuale acquisto del tartufo o dei prodotti tipici.

Per il pranzo allo stand si spendono in media cifre contenute, mentre il menù degustazione al ristorante ha un prezzo fisso dichiarato. Portare contanti è utile perché non tutti gli stand accettano carte.

In ottobre e novembre l’Appennino è fresco e spesso umido: servono giacca, scarpe chiuse e, per chi cammina, un cambio. Le feste si svolgono in gran parte all’aperto.

Consiglio pratico: portare una borsa termica per i prodotti deperibili come formaggi e burro al tartufo, se si torna a casa tardi.

Come organizzare la visita

Il modo migliore è scegliere una domenica e abbinare la festa a una passeggiata o a un borgo vicino. Le tappe sono tutte nell’Appennino bolognese, raggiungibili in auto da Bologna in circa 30-60 minuti.

Prima di partire conviene controllare il programma ufficiale: date e orari possono cambiare, e alcune attività si spostano in caso di maltempo. Fanno eccezione Monghidoro e Castiglione dei Pepoli, più lontane.

Chi ha più giorni può costruire un percorso unendo due tappe dello stesso weekend, come Sasso Marconi e Savigno, che distano poco tra loro.

Consiglio pratico: verificare la viabilità perché in alcuni paesi si istituiscono sensi unici e navette, e il parcheggio in centro resta difficile.

Storia e curiosità sulla rassegna

Tartufesta nasce per valorizzare il tartufo bianco pregiato dei Colli bolognesi, un prodotto che non si coltiva. La rassegna unisce i comuni dove la ricerca nei boschi è una tradizione viva.

Il nome richiama la festa e il tartufo, in un gioco di parole ormai entrato nel calendario autunnale. Negli anni la manifestazione è cresciuta fino a coinvolgere oltre dieci comuni.

Ogni edizione conferma un modello diffuso: nessun paese ospita tutto, ma ogni domenica ce n’è uno pronto ad accogliere i visitatori. Così il territorio si muove insieme.

Il legame con la Città Metropolitana di Bologna e con il Territorio Turistico Bologna-Modena garantisce coordinamento e promozione unica per tutte le tappe.

Tartufesta con i bambini

Le feste sono in gran parte all’aperto e adatte alle famiglie. Ci sono mercatini, dimostrazioni con i cani da tartufo e spazi per il pranzo allo stand.

I piatti più graditi ai bambini sono i primi semplici, come le tagliatelle al burro, e le caldarroste. Utile portare qualcosa da casa per le attese ai tavoli.

Nei borghi con sentieri, come Lizzano in Belvedere e San Benedetto Val di Sambro, si può abbinare una passeggiata breve. Meglio scegliere percorsi facili e ombreggiati.

Consiglio pratico: arrivare presto, così si trova posto a sedere e si evita la confusione delle ore di punta.

Meteo e periodo migliore

Ottobre e novembre in Appennino sono mesi variabili: mattine fresche, pomeriggi miti e possibili piogge. Il tartufo, però, ama l’umidità.

Le domeniche di metà ottobre sono di solito le più miti e adatte a unire festa e camminata. A novembre le giornate si accorciano e conviene rientrare presto.

In caso di maltempo alcune attività si spostano o si riducono, ma gli stand gastronomici in genere restano aperti. Conviene sempre verificare il programma locale.

Consiglio pratico: tenere un ombrello in auto e controllare le previsioni la sera prima della visita.

Dove dormire per un weekend

Chi vuole seguire più tappe può fermarsi due giorni in Appennino. Le basi più comode sono Savigno, Sasso Marconi e Lizzano in Belvedere.

In zona ci sono agriturismi e piccoli alberghi, spesso pieni nei weekend di festa. Per il ponte di Ognissanti conviene prenotare con largo anticipo.

Molti ristoranti aderenti propongono il menù degustazione anche a cena, non solo a pranzo. Così si può seguire la festa di giorno e cenare al coperto.

Consiglio pratico: chiedere al ristorante se il menù a tema resta valido anche fuori dai giorni della festa del paese.

Chi arriva da fuori regione può usare Bologna come base e spostarsi in giornata, ma per le tappe più lontane è meglio dormire in Appennino. Così si visita il borgo con calma, senza il traffico delle ore di punta.

Domande frequenti

Quando si svolge Tartufesta 2026?

Dal 10 ottobre all’8 novembre 2026, con tappe diverse nei singoli comuni dell’Appennino bolognese.

Dove si tiene Tartufesta?

In oltre dieci comuni, tra cui Lizzano in Belvedere, Monzuno, Pianoro, Castiglione dei Pepoli, San Benedetto Val di Sambro, Loiano, Sasso Marconi, Monghidoro, Grizzana Morandi, Campolo, Camugnano e Savigno con Tartòfla.

Quanto costa entrare?

L’ingresso è generalmente libero. Si pagano solo piatti, degustazioni e l’eventuale acquisto del tartufo.

Serve prenotare?

Per gli stand no. Per un pranzo al ristorante, soprattutto nei weekend e nel ponte di Ognissanti, è consigliata la prenotazione.

Si può andare senza auto?

Alcuni comuni come Sasso Marconi e Pianoro sono raggiungibili con i mezzi pubblici. Per le località più interne l’auto resta la soluzione più comoda.

Qual è la tappa più lunga?

Tartòfla di Savigno, con quattro fine settimana dal 24 ottobre al 15 novembre 2026.

Cosa si porta a casa da Tartufesta?

Il tartufo bianco fresco, ma anche burro, olio, creme e formaggi al tartufo. Nei mercatini si trovano anche castagne e miele dell’Appennino.

Quanto tempo serve per una visita?

Per una singola tappa bastano mezza giornata. Per unire due comuni dello stesso weekend serve l’intera giornata, tra viaggio e pranzo.

Si può portare il cane?

Nelle aree all’aperto di solito sì, ma con guinzaglio e attenzione agli stand gastronomici. Meglio chiedere al singolo organizzatore.

Qual è il piatto simbolo?

Le tagliatelle al tartufo e le uova al tegamino. Nei menù di Savigno compaiono anche i piatti delle azdore.