La Bonissima 2026 a Modena: la Zuppa Inglese al centro del festival del gusto

La Bonissima 2026 a Modena: la Zuppa Inglese al centro del festival del gusto
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Dal 16 al 18 ottobre 2026 il centro storico di Modena torna a riempirsi di profumi e di gente: arriva la 16ª edizione de La Bonissima, il festival del gusto dedicato ai prodotti tipici modenesi. Ingresso gratuito, tre giorni di assaggi e incontri ai piedi della Ghirlandina, tra Piazza Grande, Piazza Torre e la new entry Piazza XX Settembre.

La manifestazione cresce ancora. Gli organizzatori annunciano oltre 40 produttori, più di 600 specialità alimentari e più di 20 eccellenze con marchio di tutela: prodotti DOP, IGP e DOC insieme alle specialità a marchio Tradizione e Sapori di Modena. E c’è un dato che dice molto: tutti i produttori dell’edizione precedente hanno riconfermato la presenza.

La Bonissima 2026, cosa aspettarsi

Il format è quello rodato delle storiche pagode montate in piazza, ma il percorso si allarga: per la prima volta gli stand occupano anche Piazza XX Settembre, così il giro del gusto diventa un unico itinerario che attraversa il cuore della città. Si passeggia tra i banchi, si assaggia, si compra direttamente da chi produce.

Non solo vendita, però. Nel programma ci sono show cooking, laboratori, degustazioni guidate e pranzi e cene serviti in piazza: si mangia davanti al Duomo, con la Torre Ghirlandina sopra la testa. La formula resta quella di sempre: ingresso libero, ogni iniziativa si paga solo se si consuma o se serve la prenotazione.

Il programma delle tre giornate

Venerdì 16 ottobre, apertura

Il taglio del nastro è nel pomeriggio. Gli stand dei produttori aprono nelle tre piazze e restano attivi per tutta la giornata, con somministrazione di piatti pronti fino a sera inoltrata. La prima giornata è anche quella delle degustazioni guidate e dei primi showcooking, con meno ressa rispetto al weekend.

Sabato 17 ottobre, la giornata piena

Il sabato si comincia dalla mattina e si va avanti fino a notte: è il giorno con il calendario più fitto, tra laboratori di cucina, tour tra gli stand e Palio del Parmigiano Reggiano. Qui si concentra anche il contest tra le scuole alberghiere, con i Giovani Leoni al lavoro davanti al pubblico.

Domenica 18 ottobre, gran finale

L’ultima giornata è quella delle premiazioni e degli ultimi assaggi. Gli stand restano aperti con gli orari del weekend, poi si smonta tutto fino alla prossima edizione. Chi vuole fare scorta di Aceto Balsamico Tradizionale, salumi o conserve, domenica è l’ultimo momento utile.

Consiglio pratico: gli orari ufficiali delle singole giornate cambiano tra l’apertura pomeridiana del venerdì e il via dal mattino nel weekend. Prima di partire conviene controllare il programma aggiornato su labonissima.it o su visitmodena.it, perché alcune attività sono a numero chiuso.

La Zuppa Inglese Modenese al centro del 2026

Il tema scelto per questa edizione è dolce: la Zuppa Inglese Modenese, il dessert più identitario della tradizione cittadina, tra crema e Alchermes. Un focus che unisce storia e innovazione, con esperti che raccontano origini, evoluzione e ricette tramandate di generazione in generazione.

Il momento clou arriva col contest La Zuppa Inglese del Futuro, la sfida tra le scuole alberghiere del territorio: IAL Serramazzoni, Istituto Alberghiero Spallanzani di Castelfranco Emilia e Rinaldo Corso di Correggio. Studenti al lavoro su una rivisitazione del classico, mentre la giuria de La Bonissima assegna il riconoscimento della 16ª edizione.

Consiglio pratico: l’evento inaugurale dedicato alla Zuppa Inglese è a ingresso su invito e si tiene al Parterre del palco d’onore di Piazza Grande. Per tutte le altre degustazioni a numero chiuso la prenotazione si fa su visitmodena.it, fino a esaurimento posti; per disponibilità last minute c’è il canale WhatsApp 339 5329144.

Cosa si mangia e cosa si compra

Il paniere modenese arriva in piazza praticamente intero: Lambrusco, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Parmigiano Reggiano di diverse stagionature, salumi come il cotechino e lo zampone, tartufo, pasta fresca, sughi e conserve, pasticceria e cioccolateria.

Accanto ai nomi storici ci sono anche birre artigianali, distillati e liquori, più una quota di piccoli produttori e specialità rare e difficili da trovare altrove. È il motivo per cui i modenesi prenotano di anno in anno le produzioni più limitate: durante La Bonissima il territorio si trasferisce in centro e si lascia assaggiare.

Consiglio pratico: se cercate un prodotto specifico, passate nei primi due giorni: le produzioni piccole finiscono presto. Portate una borsa termica se pensate di prendere formaggi o salumi, e contate che molte casse accettano anche pagamenti elettronici.

La statua e la storia del nome

Il festival prende il nome da La Bonissima, una statuetta che raffigura una donna in abito medievale con una lunga treccia, collocata all’angolo del Palazzo Comunale di Modena, all’ingresso dell’antica Via Castellaro. La sua datazione non è certa e intorno alla figura sono nate nei secoli diverse leggende.

Da simbolo civico a marchio di una festa enogastronomica: il nome oggi identifica uno degli appuntamenti più attesi dell’autunno modenese, capace di portare in tre piazze del centro un’intera provincia agricola e alimentare.

Consigli pratici per la visita

Consiglio pratico: il centro storico di Modena è a traffico limitato e nei giorni della festa i parcheggi vicini si esauriscono in fretta. Meglio arrivare in treno, la stazione dista una decina di minuti a piedi da Piazza Grande, oppure lasciare l’auto nei parcheggi scambiatori.

Consiglio pratico: la fascia più tranquilla per girare tra gli stand è quella del venerdì pomeriggio e della domenica mattina. Sabato sera l’afflusso è al massimo, con code davanti ai banchi più richiesti.

Consiglio pratico: per pranzo e cena ci sono gli stand con somministrazione, ma se volete sedervi conviene muoversi leggermente prima degli orari canonici. In alternativa, i tavolini all’aperto del centro restano aperti anche durante la manifestazione.

FAQ

Quando si tiene La Bonissima 2026?

Dal 16 al 18 ottobre 2026, venerdì, sabato e domenica, nel centro storico di Modena.

Quanto costa l’ingresso?

L’ingresso è gratuito. Si paga solo ciò che si consuma o acquista; alcune degustazioni guidate sono a numero chiuso con prenotazione obbligatoria.

Dove si svolge?

In tre piazze: Piazza Grande, Piazza Torre e Piazza XX Settembre, tutte in centro a Modena.

Serve prenotare?

Solo per le attività a numero chiuso, come le degustazioni a marchio Tradizione e Sapori di Modena e i tour guidati tra gli stand: prenotazione su visitmodena.it fino a esaurimento posti.

Ci sono iniziative per famiglie?

Sì: laboratori, showcooking e percorsi di assaggio pensati anche per chi viene con i bambini, tutti in un’area pedonale compatta e facilmente percorribile a piedi.