Operatori sanitari aggrediti: oltre cento casi di violenza denunciati

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aggressioni al personale sanitario a bologna

Il fenomeno delle aggressioni fisiche ai danni del personale sanitario nella provincia di Bologna ha raggiunto livelli allarmanti nel 2023, con un totale di 107 episodi registrati. Questi dati sono stati riportati nel Rapporto sui servizi sanitari della Regione, evidenziando una situazione di crescente violenza.

tipologie di aggressione

Oltre alle aggressioni fisiche, si segnalano più di 490 aggressioni verbali e circa cinquanta episodi di vandalismo, con danni a mobili e attrezzature all’interno di ospedali e Pronto soccorsi. Le strutture maggiormente colpite appartengono all’Azienda Usl, seguite dall’Ausl di Imola. In particolare, il Sant’Orsola ha registrato undici aggressioni, mentre il Rizzoli non ha segnalato alcun episodio di questo tipo.

categorie a rischio

Le professioni sanitarie più bersagliate comprendono principalmente gli infermieri, seguiti dai medici e, infine, dagli operatori socio-sanitari. Le aree maggiormente a rischio di aggressioni sono i Pronto soccorsi e le zone dedicate all’emergenza, oltre ad ambiti che trattano pazienti con problematiche psichiatriche o dipendenze.

segnalazioni e sensibilizzazione

Le segnalazioni di aggressione sono tutte volontarie e il numero di queste non riflette sempre una situazione di criticità all’interno delle strutture. Il Rapporto della Regione chiarisce che le differenze nelle segnalazioni possono derivare da fattori peculiari di ciascun contesto aziendale, influenzando così il numero degli eventi denunciati. Una maggiore frequenza di segnalazioni può spesso essere correlata ad una migliore sensibilizzazione degli operatori rispetto a questo fenomeno, grazie a corsi di formazione organizzati dalle aziende.

necessità di intervento

Il fenomeno delle aggressioni sta mostrando una crescita preoccupante e necessita di un intervento deciso. L’assessore regionale alla Salute, Massimo Fabi, ha affermato che per affrontare tale problematica è fondamentale adottare non solo strategie educative, ma anche misure di sicurezza come la videosorveglianza, la vigilanza e un rafforzamento dei collegamenti con le forze dell’ordine.